"L'uomo è fatto per essere un giocattolo, strumento di Dio, e ciò è veramente la migliore cosa in lui.
Egli deve dunque seguendo quella natura e giocando i giochi più belli, vivere la sua vita , proprio all' inverso di come fa ora" (Platone, Leggi, VII, 803C).
Mi si chiede di descrivere un incontro interessante, avvenuto durante il laboratorio. Ebbene l'incontro più interessante per me è stato quello con "il gioco". Mai avrei pensato che un filosofo come Platone ritenesse così importante la componente ludica nella vita dell'uomo. Il gioco come capacità di aprirsi agli altri, come possibilità di mettersi in discussione ma anche un modo per sdrammatizzare e relazionarsi con gli altri in forma più serena.
Il gioco, che da sempre avevo considerato confinato all' infanzia, è ritornato prepotente in età adulta. All'inizio una imposizione, alla fine un piacere.
Esther buonanno II anno
Pippipiò
mercoledì 30 gennaio 2013
giovedì 3 gennaio 2013
descrizione di un gioco dell'infanzia
Salve a tutti,
eccoci di nuovo qui a giocare. In primis Buon Anno a tutti!
Non ricordo giochi fatti da me alle scuole primarie, forse perchè sono trascorsi davvero troppi anni o forse anche perchè all'epoca la componente ludica aveva una valenza minore. L'unico gioco che facevamo era quello del silenzio e, a dire la verità, non ci vedo a tutt'oggi nulla di educativo, se non la capacità di attutire l'emicrania della maestra. Bisognava stare per ore in silenzio e non vinceva nessuno. Perdeva chi invece veniva sorpreso dalla maestra a chiacchierare. Avvalendomi della collaborazione della mia bimba di 8 anni, ho scoperto che questo gioco è ancora in uso alle primarie ma modificato.
1.Il gioco prevede la divisione in due squadre quella maschile e quella femminile;
2. La maestra sceglie il bimbo che è stato più composto e silenzioso durante la lezione e gli dà un gessetto;
3. Il bimbo/a scelto/a (se maschio deve scegliere una femmina e viceversa) sceglie a sua volta il compagno più diligente il quale dovrà indovinare in quale mano si trova il gessetto;
3. Se indovina viene assegnato un punto alla sua squadra di appartenenza. Vince chi arriva prima a dieci punti.
E' un modo per tenere la classe in silenzio (non dissimile da quello che giocavo io) ma aggiunge due cose importanti:
1. il bambino è chiamato a valutare lui stesso il comportamento dei suoi compagni;
2. vi è comunque un gioco di squadra.
Una variazione potrebbe essere quella di dividere le squadre in gruppi misti per evitare la separazione maschi/femmine e favorire quindi giochi di gruppo in cui siano presenti entrambi i sessi in ogni squadra.
Esther Buonanno II anno
eccoci di nuovo qui a giocare. In primis Buon Anno a tutti!
Non ricordo giochi fatti da me alle scuole primarie, forse perchè sono trascorsi davvero troppi anni o forse anche perchè all'epoca la componente ludica aveva una valenza minore. L'unico gioco che facevamo era quello del silenzio e, a dire la verità, non ci vedo a tutt'oggi nulla di educativo, se non la capacità di attutire l'emicrania della maestra. Bisognava stare per ore in silenzio e non vinceva nessuno. Perdeva chi invece veniva sorpreso dalla maestra a chiacchierare. Avvalendomi della collaborazione della mia bimba di 8 anni, ho scoperto che questo gioco è ancora in uso alle primarie ma modificato.
1.Il gioco prevede la divisione in due squadre quella maschile e quella femminile;
2. La maestra sceglie il bimbo che è stato più composto e silenzioso durante la lezione e gli dà un gessetto;
3. Il bimbo/a scelto/a (se maschio deve scegliere una femmina e viceversa) sceglie a sua volta il compagno più diligente il quale dovrà indovinare in quale mano si trova il gessetto;
3. Se indovina viene assegnato un punto alla sua squadra di appartenenza. Vince chi arriva prima a dieci punti.
E' un modo per tenere la classe in silenzio (non dissimile da quello che giocavo io) ma aggiunge due cose importanti:
1. il bambino è chiamato a valutare lui stesso il comportamento dei suoi compagni;
2. vi è comunque un gioco di squadra.
Una variazione potrebbe essere quella di dividere le squadre in gruppi misti per evitare la separazione maschi/femmine e favorire quindi giochi di gruppo in cui siano presenti entrambi i sessi in ogni squadra.
Esther Buonanno II anno
sabato 10 novembre 2012
venerdì 9 novembre 2012
BIOGRAFIA IN 140 BATTUTE
Se la luna non è contraria
stai sicuro son bonaria!
Amo stare ai fornelli
ma non disdegno gli acquerelli!
E.B. II anno gruppo A
stai sicuro son bonaria!
Amo stare ai fornelli
ma non disdegno gli acquerelli!
E.B. II anno gruppo A
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